Domanda a Raffaele – Dubbi e domande dei lettori

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  • Scuola e apprendere giocando

    Ma se mio figlio va già bene a scuola, a cosa può essermi utile quello di cui parli?

    Se tuo figlio va già bene a scuola, stimolare il suo apprendimento
    attraverso il gioco a casa è comunque utile, al di là del fatto che il
    gioco sia praticato o meno anche a scuola.

    Infatti le motivazioni per usare un approccio ludico nell’educazione
    con tuo figlio non vanno ricercate nel far andare bene a scuola tuo
    figlio: questo in realtà non è l’obiettivo dell’educazione né della
    scuola (almeno a livello di Programmi) e tanto meno di un genitore.

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    Se si può imparare tutto giocando, perché hanno inventato le scuole?

    Se vai a ricercare nella cultura greca e romana, da cui ha preso forma la nostra cultura, trovi un collegamento tra l’apprendimento ludico e la scuola evidente e testimoniato dal linguaggio:

    • come ci fa capire l’etimologia della parola scuola, nell’antica grecia le scuole furono istituite per permettere agli uomini di trovare uno svago piacevole per nutrire mente e spirito, ossia un altro modo di definire il gioco per apprendere.
    • gli antichi romani chiamavano ludi magister il maestro della scuola primaria (primo grado del percorso scolastico) detta a sua volta ludus litterarius: il vocabolo ludus, che significava gioco, scherzo, voleva dire anche scuola.

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    Danni e conseguenze dei giochi elettronici

    Ma giocare con il tablet non fa male ai bambini?

    Socrate, da tutti riconosciuto come un filosofo fondamentale per la cultura occidentale, vedeva di cattivo occhio l’uso della scrittura, la nuova tecnologia dei suoi tempi. Sosteneva che era velenosa, perchè il ripetere senza sapere crea falsità e visioni distorte e non scrisse mai un libro perchè era convinto che l’unico metodo di indagine e apprendimento fosse il dialogo.

    Te lo immagini il mondo come sarebbe senza che mai qualcuno avesse scritto un libro?

    Probabilmente ci saremmo dimenticati di Socrate stesso. E poi, attraverso la lettura e condivisione di tutto quello che è stato scritto, quanti dialoghi sono stati stimolati?

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    Non ti sembra che i bambini oggi siano fin troppo bombardati da stimoli? Soprattutto se penso a quanto sia difficile limitare l’utilizzo di televisione, videogiochi e tablet…

    Sono d’accordo con te, i bambini sono continuamente bombardati e stimolati dalle nuove tecnologie ormai onnipresenti nelle nostre vite. Tuttavia la rivoluzione digitale è già avvenuta, non puoi pensare di controllarla: è un dato di fatto che è meglio accettare per aiutare tuo figlio a crescere con questi nuovi mezzi che hanno a disposizione.

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    Come scegliere giochi per apprendere

    Quali tipi di giochi sono i migliori per poter apprendere? E quali sono i meno indicati?

    Ti premetto che non ci sono giochi migliori in assoluto per l’apprendimento, e che siano equivalentemente validi per qualsiasi bambino.

    Il valore di un gioco per un bambino è determinato dal livello di coinvolgimento che esso è in grado di generare e può variare molto da una situazione all’altra.

    Questo livello di coinvolgimento profondo, così utile per poter apprendere rapidamente qualsiasi cosa, è conosciuto in psicologia come esperienza ottimale o stato di flusso (flow), ed è caratterizzato dalla totale immersione in ciò che uno sta facendo.

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    Qual è il gioco migliore da far fare ai bambini per aiutarli a ragionare e a risolvere i problemi?

    L’attività migliore per imparare a ragionare ed a risolvere problemi è quella di programmare un computer:

    1. aiuta a ragionare perchè si basa su attività di problem solving:
      1. scrivere codice per raggiungere un risultato verificabile;
      2. verificare il codice eliminandone gli errori;
      3. riutilizzare e adattare codice prodotto da altri.
    2. stimola la creatività perchè è un allenamento continuo a pensare ai problemi in un modo diverso, a scomporli in parti più piccole e a trovare soluzioni originali.

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    Pedagogia, giochi e apprendimento

    C’è qualcosa di scritto sull’educazione con i giochi? Dove posso approfondire?

    Sul tema dell’educazione con i giochi c’è molto materiale sia online che offline. Voglio qui fornirti alcune fonti da cui partire e alcuni suggerimenti per approfondire:

      1. Giocatori in cattedra. L’istruzione sia ludica di Umberto Galimberti, Repubblica.it, 19 Aprile 2005
        Recensione del libro La scuola dei giochi di Pier Aldo Rovatti e Davide Zoletto(Tascabili Bompiani, 2005 – 102 pagine). L’articolo spiega non solo la centralità del gioco nell’educazione ma anche come per educare non si può fare a meno di giocare e far giocare.  Il libro fornisce riferimenti a studi recenti e analizza il gioco come possibile elemento fondante della scuola.

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    Su che basi si fonda la tua teoria che si possa imparare giocando?

    Che si possa imparare giocando non è una mia teoria: gli studi di neurobiologia, le ricerche in psicologia e pedagogia, l’osservazione delle esperienze sul campo confermano che il gioco è lo strumento più naturale ed efficace per imparare.

    Sono davvero tanti i filosofi, psicologi, pedagoghi che hanno contribuito a chiarire il legame che esiste tra apprendimento e gioco. Ecco qui un elenco dei principali studi e ricerche sull’imparare giocando:

    1. Il filosofo J.J. Rousseau, nella sua opera dedicata alla pedagogia, l’Émile del 1762, fu il primo ad associare il gioco all’apprendimento.

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    Apprendimento ludico: esempi e storie di successo

    Se questo sistema è così efficace, perché non è usato da nessuna parte?

    Utilizzare il gioco come mezzo per apprendere può sembrarti fuori dagli schemi e rivoluzionario, tuttavia questa rivoluzione ha già avuto inizio e numerose iniziative lo testimoniano sia in Italia che nel mondo.

    Ecco alcuni esempi concreti di come questo approccio, abbia già avuto la possibilità di svilupparsi in progetti ed iniziative mirati specificamente all’apprendimento dei più giovani.

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    Ci sono degli esempi di bambini che hanno imparato dai giochi?

    Ti voglio indicare tre casi esemplari di persone che hanno avuto successo proprio perchè hanno imparato giocando: Tao Terence, Richard Feyman e Giovanni Allevi.

    Questi esempi rendono bene l’idea di come il gioco sia fondamentale per imparare e creare una solida passione che permette di continuare ad imparare, scoprire e migliorarsi anche da adulti.

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    Benefici dei giochi per apprendere

    Ma come posso essere sicuro che i miei figli abbiano imparato veramente dopo aver fatto un gioco?

    Se i tuoi figli hanno applicato una competenza nuova facendo un gioco puoi star sicuro che quella cosa la sanno fare: in questo non c’è differenza con qualsiasi altro contesto di apprendimento.

    In modo istintivo per i bambini il gioco è imparare: non mettono in discussione una loro capacità se l’hanno acquisita per gioco, anzi cercano il gioco per impararla proprio come fanno anche gli animali.

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    Con quello che proponi tu come si fa a certificare quanto un bambino sa su un certo argomento? A scuola, dopo tutto, danno le pagelle…

    Io la vedo così: il modo più efficace per certificare le competenze apprese da un bambino, attraverso qualsiasi sistema, consiste nel dargli la possibilità di creare qualcosa di tangibile con quanto ha imparato.

    Questo infatti permette:

    1. al bambino di acquisire fiducia nelle capacità acquisite
    2. a chiunque altro sia interessato al suo percorso di apprendimento, di avere una prova tangibile di cosa il bambino può fare

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    Rischi dell’apprendere giocando

    Facendo giocare troppo mio figlio non è che lo vizio?

    La tua paura di viziare è un’emozione tipica di molti genitori: è positiva perché esprime la responsabilità che ti assumi nel voler aiutare tuo figlio in prospettiva, senza fargli assumere delle aspettative o abitudini che potrebbero penalizzarlo in futuro.

    Per educare però è importante concentrarti sui bisogni di tuo figlio che sono espressi attraverso i suoi comportamenti: non limitarti a preoccuparti di porre limiti a quello che fa e come lo fa.

    Anzi più limiti ciò che vuole fare senza riconoscere i suoi bisogni, e più lo abituerai a fargli negare parti di sé: questo si che è un vizio!

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    Chi gioca rischia di perdere. Questo non rischia di scoraggiare ad imparare?

    L’esperto di leadership John Maxwell dice “A volte si vince, altre volte si impara”.

    Si perde e si vince in qualunque esperienza, questa è una condizione necessaria per l’apprendimento di tuo figlio, come di qualsiasi altra persona.

    Ci sono tre condizioni indispensabili per far si che tuo figlio possa realmente apprendere qualcosa:
    In particolare tuo figlio può apprendere solo se:

    1. ha un chiaro obiettivo (non imposto da altri)
    2. il gioco in cui partecipa è di tipo meritocratico (non basato sulla fortuna)
    3. valuta il risultato non come un giudizio ma come un’opportunità per migliorarsi.

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