Danni e conseguenze dei giochi elettronici

  • Ma il tablet non fa male ai bambini?

    Socrate, da tutti riconosciuto come un filosofo fondamentale per la cultura occidentale, vedeva di cattivo occhio l’uso della scrittura, la nuova tecnologia dei suoi tempi. Sosteneva che era velenosa, perchè il ripetere senza sapere crea falsità e visioni distorte e non scrisse mai un libro perchè era convinto che l’unico metodo di indagine e apprendimento fosse il dialogo.

    Te lo immagini il mondo come sarebbe senza che mai qualcuno avesse scritto un libro?

    Probabilmente ci saremmo dimenticati di Socrate stesso. E poi, attraverso la lettura e condivisione di tutto quello che è stato scritto, quanti dialoghi sono stati stimolati?

    Riflettendo proprio sulla convinzione di Socrate, puoi:

      1. apprezzare che il tablet e le nuove tecnologie digitali ti danno l’opportunità di comunicare e dialogare con altri, in un modo che non era possibile fino ad oggi
      2. considerare che il tablet, come i libri o qualsiasi nuova tecnologia che l’uomo scoprirà, è un mezzo a disposizione che ha i suoi limiti, i suoi rischi e le sue potenzialità: sta a te, come genitore, sfruttarlo al meglio per i tuoi obiettivi educativi

    Come afferma l’educatore J. Holt nel libro Come i bambini apprendono, “le nuove tecnologie possono essere proposte all’infanzia con finalità educative e l’infanzia può essere stimolata ad avvicinarsi… Il ruolo degli educatori e dei genitori dovrebbe essere proprio quello di favorire quest’incontro”.

    Nell’interessante articolo Bambini e tablet: effetti cognitivi sulla generazione Touch,  pubblicato su SoloTablet.it, il problema è trattato da diversi punti di vista che ti permettono di considerare come il tablet possa essere al tempo stesso:

      1. “arma di distrazione di massa”, se, come la televisione, è usato dai genitori per parcheggiare l’attenzione del bambino limitando lo sviluppo delle sue capacità comunicative
      2. strumento dalle potenzialità infinite per un apprendimento indipendente e autonomo:
        1. meglio di televisione, libri e computer stimola l’attività di tuo figlio, la partecipazione e la condivisione
        2. consapevole dei rischi, sei in grado di controllarne l’utilizzo da parte di tuo figlio: puoi determinare ciò che può usare, decidendo quali programmi e contenuti scaricare e limitano navigazione di internet e videogiochi da usare
      1. strumento potente per stare vicino a tuo figlio e imparare insieme, giocando:
        1. puoi insegnare, suggerire, approfondire, promuovere la riflessione ma lasciare anche che sia tuo figlio ad insegnarti le funzionalità e potenzialità che di giorno in giorno scopre
        2. puoi svolgere appieno il ruolo di genitore, usando il tablet non per tenere occupato tuo figlio e salvaguardare il tuo tempo libero o di lavoro, ma vivendo con lui il cambiamento che sta apportando la nuova tecnologia: viverlo insieme ai propri bambini è probabilmente l’esperienza migliore che oggi un genitore possa fare

    A questo proposito ti consiglio di leggere:

      1. Proust e il calamaro. Storia del cervello che legge di Maryanne Wolf (Vita e Pensiero, 306 pagine) o anche la sua recensione nell’articolo Il cervello che legge e le nuove tecnologie digitali su SoloTablet.it: il paragone tra l’introduzione dei libri nel mondo antico e la diffusione dei tablet al giorno d’oggi fornisce molti spunti di riflessione su come utilizzare al meglio le nuove tecnologie digitali per liberare risorse e dare spazio a vere e proprie nuove capacità di pensiero.
      2. Generazione Cloud. Essere genitori ai tempi di smartphone e tablet di Michele Facci, Serena Valorzi e Mauro Berti (Erickson, 137 pagine). Il libro spiega perchè “non ci si può limitare a controllare il digitale: è ora di entrarci”. Offre inoltre indicazioni ad educatori e genitori per favorire la crescita e lo sviluppo dei bambini nell’era digitale.

    Non ti sembra che i bambini oggi siano fin troppo bombardati da stimoli?

    Sono d’accordo con te, i bambini sono continuamente bombardati e stimolati dalle nuove tecnologie ormai onnipresenti nelle nostre vite. Tuttavia la rivoluzione digitale è già avvenuta, non puoi pensare di controllarla: è un dato di fatto che è meglio accettare per aiutare tuo figlio a crescere con questi nuovi mezzi che hanno a disposizione.

    Nel suo articolo Esiste un’intelligenza digitale e può essere dimostrato su AgedaDigitale.eu, Paolo Ferri spiega come, secondo i recenti studi, le nuove teconologie abbiano dato vita ad una nuova forma di intelligenza che i bambini sviluppano spontaneamente perchè vivono ogni esperienza come apprendimento.

    Nel libro Le sette regole per avere successo, Stephen Covey scriveva: “Se siamo persone proattive… possiamo accettare le cose che non possiamo controllare e intanto concentrare i nostro sforzi sulle cose che possiamo cambiare”.

    E’ meglio allora concentrarti su quello dove davvero puoi avere un’influenza concreta, ossia come e per cosa sono utilizzate le nuove tecnologie.

    Distrai allora la tua attenzione:

      1. dalla preoccupazione di limitare l’utilizzo dei nuovi media,
      2. dalla paura delle nuove forme di dipendenza dalle nuove tecnologie,

    Occupati piuttosto di:

      1. cogliere la prospettiva con cui tuo figlio si rapporta ai media per accompagnarlo in questa avventura
      2. offrirgli, attraverso la tua presenza, l’opportunità di riflettere, condividere ed elaborare senso e valore per quello che apprende

    Per approfondire ti consiglio il libro Connected family. Come aiutare genitori e bambini a comprendersi nell’era di internet di Seymour Papert (Mimesis, 232 pagine) che, individua nella distanza culturale tra genitori e figli rispetto alle nuove tecnologie, la premessa per avviare un efficace e ricco scambio educativo per entrambi.

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