Apprendimento ludico: esempi e storie di successo

  • Se questo sistema è così efficace, perché non è usato da nessuna parte?

    Utilizzare il gioco come mezzo per apprendere può sembrarti fuori dagli schemi e rivoluzionario, tuttavia questa rivoluzione ha già avuto inizio e numerose iniziative lo testimoniano sia in Italia che nel mondo.

    Ecco alcuni esempi concreti di come questo approccio, abbia già avuto la possibilità di svilupparsi in progetti ed iniziative mirati specificamente all’apprendimento dei più giovani.

    • I serious game, ossia l’utilizzo dei giochi per fare formazione. Lo sviluppo ed il successo dei videogiochi permette di creare percorsi ludici ed allo stesso tempo didattici per educare, formare e addestrare in qualsiasi campo. In particolare abbiamo già esempi di scuole che adottano questo sistema:
      1. in Germania, oltre 8000 istituti hanno adottato un videogioco per insegnare la lingua tedesca ai bambini tra i 5 e i 7 anni;
      2. in Scozia, lo stato finanzia il progetto The Consolarium che prevede l’introduzione nelle scuole elementari di alcune ore di lezione affidate ai videogiochi.
    • Le scuole democratiche dove si mettono in pratica i principi dell’ Educazione democratica ed il gioco è considerato essenziale per l’apprendimento, soprattutto nella promozione della creatività.
    • L’esempio della scuola newyorkese Quest to Learn dove i bambini dai 6 ai 12 anni sono coinvolti esclusivamente in attività ludiche basate sulla scoperta e soluzione di problemi. Questa scuola è il primo dei progetti realizzati dall’Institute of Play il cui intento è quello di creare un movimento perchè l’apprendimento diventi qualcosa di irresistibile.
    • Il modello della Scuola LEGO (International School of Billund) in Danimarca: si tratta si una scuola privata (parzialmente sovvenzionata dallo Stato) per ragazzi fino ai 16 anni dove l’approccio educativo è ispirato ai principi del gioco del LEGO.
    • La diffusione di luoghi, al di fuori delle scuole, dove si offre la possibilità di imparare giocando. Eccone alcuni:
      1. i laboratori per la scuola primaria, secondaria e superiore della Casa delle Arti e del Gioco
      2. i Children’s Museum che si stanno diffondendo in Italia, seguendo un modello consolidato nei paesi anglosassoni:
        1. il Museo dei Bambini aperto a Milano
        2. Explora, il Museo dei Bambini di Roma
        3. La città dei bambini e dei ragazzi di Genova
    • La fiera annuale Expogames a Bolzano in occasione della quale, tra le altre iniziative legate al mondo ludico, sono coinvolte le scuole del territorio per mostrare l’utilizzo e l’efficacia del gioco nella didattica

    Questi sono alcuni spunti significativi che testimoniano il crescente utilizzo dei giochi per apprendere.
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    • la versione stampabile del Manifesto dei GRINGO(GenitoRi che InsegnaNo con i GiOchi),

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    Ci sono degli esempi di bambini che hanno imparato dai giochi?

    Ti voglio indicare tre casi esemplari di persone che hanno avuto successo proprio perchè hanno imparato giocando: Tao Terence, Richard Feyman e Giovanni Allevi.

    Questi esempi rendono bene l’idea di come il gioco sia fondamentale per imparare e creare una solida passione che permette di continuare ad imparare, scoprire e migliorarsi anche da adulti.

    Einstein diceva:

    Dovete imparare le regole del gioco. E poi giocare meglio di chiunque altro.

    Terence Chi-Shen Tao è un matematico australiano, soprannominato “il Mozart della matematica”:

    1. ha imparato a leggere a due anni solo guardando Sesame Street, uno dei primi programmi televisivi di intrattenimento educativo (quello con i mitici pupazzi muppet),
    2. è il vincitore più giovane delle Olimpiadi della Matematica,
    3. svolge diverse attività di ricerca grazie alle quali ha ottenuto i più prestigiosi premi del settore.

     

    In un’intervista riportata nel libro The Element. Trova il tuo elemento cambia la tua vita di Ken Robinson (Mondadori – 2012, 280 pagine), lo stesso Terence Chi-Shen Tao svela il segreto del suo successo: “Non possiedo doti magiche… Ricordo che da bambino ero affascinato dai modelli di manipolazione e dai puzzle matematici. Penso che la cosa più importante per sviluppare l’interesse per la matematica sia avere la possibilità e la libertà di giocare con la matematica: cimentarsi in piccole sfide, inventare semplici giochi, e così via. Il fatto di aver avuto buoni maestri è stato molto importante per me, perchè mi ha dato la possibilità di parlare di questi passatempi matematici”.

    Altro caso esemplare è quello di Richard Feynman, scienziato che vinse il Nobel per la Fisica nel 1965 ed ha posto le basi per lo sviluppo delle nanotecnologie e del computer quantistico.

    Nel suo libro autobiografia  “Sta scherzando Mr. Feynman!”, Vita e avventure di uno scienziato curioso (Zanichelli – 1988, 352 pagine) Feynman racconta che, da quando era piccolo, non ha mai smesso di giocare per apprendere: questo gli ha permesso non solo di vincere il Nobel ma  anche di godersi una vita straordinaria, all’insegna della curiosità e del divertimento.

    Altro esempio è quello di Giovanni Allevi, pianista famoso in tutto il mondo. Quando gli chiedono come abbia iniziato ad imparare a suonare il piano, racconta che ha iniziato a 4 anni suonando di nascosto un pianoforte che i suoi genitori avevano chiuso a chiave in una stanza. Grazie a questo gioco proibito, improvvisando e riproducendo dischi di musica classica, ha coltivato la sua passione fino ad 8 anni. Allevi afferma: “Oggi, davanti a un pianoforte, ricerco costantemente la gioia e la libertà che provavo in quegli anni”.

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