Scuola e apprendere giocando

  • Ma se mio figlio va già bene a scuola, a cosa può essermi utile quello di cui parli?

    Se tuo figlio va già bene a scuola, stimolare il suo apprendimento attraverso il gioco a casa è comunque utile, al di là del fatto che il gioco sia praticato o meno anche a scuola.

    Infatti le motivazioni per usare un approccio ludico nell’educazione con tuo figlio non vanno ricercate nel far andare bene a scuola tuo figlio: questo in realtà non è l’obiettivo dell’educazione né della scuola (almeno a livello di Programmi) e tanto meno di un genitore.

    Ecco a cosa può esserti utile l’educazione di tuo figlio con i giochi:

    1. promuovere la gioia e il gusto di imparare nel tuo bambino: nel gioco, soprattutto fuori da scuola, tuo figlio è stimolato ad esprimere al massimo in maniera bilanciata le tre forme di sapere che permettono l’acquisizione di competenze:
      1. le sue conoscenze (sapere),
      2. le sue capacità (saper fare),
      3. i suoi atteggiamenti, le sue convinzioni e motivazioni (saper essere).

      Giocando ha modo infatti di applicare ciò che sa (magari anche appreso a scuola) utilizzando e sviluppando capacità, abilità e talenti e formulando comportamenti adeguati e atteggiamenti mentali efficaci.

      Tutto questo lo porta a voler ricercare e formare sempre nuove competenze (conoscenze, capacità e atteggiamenti).

    2. Rafforzare, coltivare e approfondire la relazione con tuo figlio: giocare con tuo figlio significa apprendere, conoscerlo e permettere a lui di fare la tua conoscenza. Come diceva il filosofo Friedrich Schiller, “…l’uomo è pienamente tale solo quando gioca”, ossia giocando entriamo nello stato mentale ludico, libero da giudizi e pregiudizi, lasciamo scaricare la propria istintualità ed emotività. Meglio conoscerai tuo figlio, più vicino sarai a lui e più sari utile alla sua educazione.
    3. Creare un ponte tra scuola e famiglia: non delegare completamente il compito educativo alla scuola significa partecipare all’educazione di tuo figlio, collaborando e integrandosi con ciò che la scuola può fare. Tu come genitore hai sicuramente delle risorse differenti, più naturali e per questo più potenti ed efficaci, di quelle che può avere chiunque altro: perchè non sfruttarle, soprattutto se, attraverso il gioco, procurano divertimento a tuo figlio?

    Se vuoi approfondire, ti suggerisco la lettura dei seguenti libri di Gianluca Perticone:

    1. La mia motivazione – Attività per sviluppare la voglia di apprendere nella scuola primaria, Centro Studi Erickson, 2004 – 232 pagine
    2. Un fiume che cresce. Lo sviluppo della personalità del bambino nell’esperienza educativa e didattica di Daniela Salabelle, Sarnus, 2007 – 192 pagine

    Se si può imparare tutto giocando, perché hanno inventato le scuole?

    Se vai a ricercare nella cultura greca e romana, da cui ha preso forma la nostra cultura, trovi un collegamento tra l’apprendimento ludico e la scuola evidente e testimoniato dal linguaggio:

     

     

      • gli antichi romani chiamavano ludi magister il maestro della scuola primaria (primo grado del percorso scolastico) detta a sua volta ludus litterarius: il vocabolo ludus, che significava gioco, scherzo, voleva dire anche scuola.

    Oggi questo intreccio tra scuola e gioco si è perso a tal punto da suonare quasi come un paradosso associare i due termini.

    Perchè allora hanno inventato le scuole come sono adesso?

    Nel video Cambiare i paradigmi dell’educazione di Ken Robinson puoi trovare una risposta a questa domanda: l’impostazione del sistema scolastico odierno è di fatto funzionale a formare individui per inserirli nella rigida organizzazione piramidale che la società ha adottato a seguito dell’era industriale.

    La società nel frattempo è cambiata e sta cambiando ma la scuola non è cambiata.

    Seymour Papert, nel libro I bambini e il computer (Rizzoli, 1994), afferma che:

    … se qualche nostro antenato potesse grazie ad una macchina del tempo arrivare ai tempi nostri vedrebbe cambiamenti incredibili. Una cosa sola non vedrebbe cambiata un granché, cioè la scuola.

    Conferme a questo punto di vista le trovi anche nella storia della scuola in Italia degli ultimi 150 anni: è caratterizzata da forti dibattiti e presunte riforme che in realtà sono solo modifiche al vecchio sistema ottocentesco, e che, oltretutto, hanno avuto ad oggi  scarsi impatti concreti.

    Se sei interessato al tema della necessità o meno della scuola, ti consiglio:

     

     

      • approfondire il fenomeno dell’homeschooling (chiamato anche istruzione domiciliare o educazione parentale): dato che è l’istruzione ad essere obbligatoria e non la scuola, è perfettamente lecito non mandare i propri figli a scuola ed educarli al di fuori dell’istituzione scolastica tradizionale. A supporto di tale scelta sono stati creati comunità e network, internazionali e italiani.
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