Come Aiutare i Figli ad Apprendere con i Giochi

15 esperti rispondono

Cosa fare per fa apprendere i figli giocando

Introduzione

In questa guida leggerai il parere ed il consiglio di 15 esperti nel campo dell’imparare giocando su quello che è decisivo che un genitore può fare per rendere l’apprendimento dei propri figli un’esperienza il più possibile piacevole, divertente e motivante.

 

Cosa è decisivo che un genitore faccia affinché l’apprendimento per i suoi figli sia un processo divertente e coinvolgente?

 

1) Aureliana Orlando – “fare un passo indietro”
2) Daniele Gallerani – “la possibilità di sperimentare il fallimento”
3) Andrea Ligabue – “divertente anche per il genitore”
4) Sybille Kramer – “L’erba non cresce piú veloce se la tiri”
5) Greta Bienati – “imprescindibile è l’esempio”
6) Melissa Dietrick – “solo se tutti lo scelgono di fare”
7) Alessandra Viola – “importante è la scelta dei giochi”
8) Jessica Redeghieri – “la curiosità di scoprire cosa il proprio bambino”
9) Claudia Porta – “proporre e non imporre l’attività”
10) Matteo Sassi – “partecipare al gioco”
11) Daniela Poggi – “L’atmosfera in casa”
12) Rosalinda Ierardi – “senza l’ansia di essere giudicati”
13) Giorgio Luigi Borghi – “un metodo al passo con i tempi”
14) Rosaria Martellotta – “non imporre ma incentivare”
15) Matteo Princivalle – “s’impara giocando, non si gioca a imparare”

 

 

deve prima di tutto fare un passo indietro e lasciarsi andare

Il genitore è un adulto che è stato un bambino e per giocare deve prima di tutto fare un passo indietro e lasciarsi andare, abbandonare i pensieri e concentrarsi sul momento. Questa è la difficoltà maggiore che si incontra, è piu’ facile superarla in gruppo quando ti trovi qualcuno che ti dice cosa fare!

Ma a casa, tutto è piu’ difficile! Il genitore si convince spesso di non avere idee di gioco senza capire che il primo passo non è avere l’idea ma sedersi vicino a suo figlio e ascoltare le idee che invece il bambino possiede chiaramente. Ma il tempo va valorizzato, va immortalato, va ricercato per creare dei momenti “intimi”, di collaborazione, di rispetto e alleanza, momenti che io chiamo di “Qualità”.

Il bambino non ti chiede del tempo per giocare, lui lo esige. E non capisce i “no”, “adesso, non posso”, “ finisco una cosa e arrivo” etc..il bambino ti vuole al suo fianco appena ti vede. Ogni momento puo’ essere divertente e coinvolgente per entrambi basta volerlo.”

 

Aureliana Orlando
Aureliana Orlando
Architetto-game designer e fondatore di MammaPapaGiochiamo.com

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lasciare al bimbo la possibilità di sperimentare il fallimento

Dovrebbe fare il genitore, ossia guardare il figlio per quello che realmente vorrebbe fare e non imporgli limiti dettati dalla propria esperienza e convinzioni. Un genitore non può trasformare la vita di suo figlio nella sua perché ogni bambino ha tutto il diritto di essere una unità singola.

Penso che sia soprattutto importante lasciare al bimbo la possibilità di sperimentare il fallimento: il fallimento è una parola anche abbastanza forte ma che vuole dire semplicemente, ad esempio, permettere al bambino di costruire una casa con le costruzioni e realizzare qualcosa che non sembra proprio essere una casa; ma quello che ha realizzato non è altro che il primo passo verso l’obiettivo e piano piano il bambino costruirà la casa come ce l’ha in testa lui e non come la vorremmo vedere noi. Sperimentare il fallimento è il primo passo per arrivare al successo, inteso come soluzione originale raggiunta attraverso prove ed errori.

Questo va un po’ contro il metodo educativo delle scuole moderne perché il bambino viene inquadrato su binari precisi che deve percorrere e non c’è una possibilità di fallimento libero ma vincolato a quel preciso percorso. Questo è limitante perché quel percorso non ha nulla a che fare con quello che prima o poi il bambino si troverà ad affrontare.”

 

DANIELE-Gallerani
Daniele Gallerani
Animatore educativo e Blogger

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un momento importante e divertente anche per il genitore

Giocare con i propri figli deve essere in primo luogo un momento importante e divertente anche per il genitore. Percepire interesse, impegno e motivazione da parte del genitore fa si che anche l’impegno del bambino sia adeguato.

L’attività di gioco deve avere una sua collocazione temporale, un suo tempo “magico” e non essere fatta nei ritagli di tempo.

Nei limiti del possibile la scelta del gioco deve essere fatta assieme al bambini che diventa così protagonista anche in quello.”

 

Andrea Ligabue
Andrea Ligabue
Esperto di giochi da tavolo, Giornalista e Formatore

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‘L’erba non cresce piú veloce se la tiri.’

Per prima cosa: avere fiducia nella capacitá di apprendimento dei bambini e condividere la loro gioia e l’interesse a scoprire cose e attivitá nuove. Personalmente non vedo di buon’occhio i genitori che continuamente “stimolano” i bambini, anche piccolissimi, per far loro imparare questo e quell’altro il prima possibile. I bambini non hanno bisogno di pressione o continue proposte, ma invece di tempo e spazio per sviluppare le loro capacitá nel loro ritmo, degli adulti e un ambiente che rispettano questo ritmo e lo accompagnano con rispetto, amore e dedizione.

Scoprire i propri interessi e talenti e poterli seguire é la chiave del successo nell’apprendimento – questo vale sia per i bambini che per noi adulti, perché l’apprendimento certamente non é una cosa che finisce ad una certa etá.

Il ruolo dei genitori in questo processo dovrebbe essere quello di mettersi a disposizione come “compagni di apprendimento” che mostrano autentico interesse in quello che i bambini stanno imparando, senza peró mettersi alla guida di questo processo, imponendo contenuti o metodi.

È un ruolo abbastanza facile e gioioso quando si gode della libertá dell’homeschooling, invece risulta piú difficile quando ci sono da prendere in considerazione i tempi, gli orari, i compiti, la valutazione (voti) e i contenuti che vengono proposti “dall’alto” come succede all’interno di un percorso tradizionale scolastico; questi elementi ovviamente contrastano non poco con l’approccio da “learning companion”. In un contesto “da scuola” non é impossibile ma sicuramente piú difficile riuscire a costruire un rapporto positivo con l’apprendimento naturale.

Sento purtroppo continuamente racconti tristissimi di genitori delusi o disperati dal fatto che i bambini detestano la lettura, dicono di sé di non essere capaci a disegnare o odiano la matematica / la storia / la geografia… Sono tutto segnali che il processo naturale di apprendimento é stato interrotto e soffocato con violenza, mentre apprendere in realtá fa parte della natura dell’essere umano e non é un percorso che deve essere forzato, anzi dev’essere incoraggiato e reso possibile, dando tempo, spazio e accompagnamento…

È proprio come dice il proverbio: ‘L’erba non cresce piú veloce se la tiri.’”

 

Sybille Kramer
Sybille Kramer
Blogger, Artista e Mamma con esperienza di Homeschooling

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l’unica cosa davvero imprescindibile è l’esempio

Indubbiamente è utile approntare degli spazi, dei tempi e dei materiali adatti all’apprendimento, ma l’unica cosa davvero imprescindibile è l’esempio.

Un genitore (e un insegnante) pieno di curiosità, di passione, di voglia di imparare, trasmette ai bambini l’idea che apprendere non è solo bello e divertente, ma è una funzione vitale, come respirare.”

 

Greta Bienati
Greta Bienati
Insegnante, Consulente pedagogica, Formatrice , Scrittrice

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A un gioco si gioca solo se tutti lo scelgono di fare

La cosa più importante per un apprendimento naturale, divertente – e perciò coinvolgente e duraturo – è sapere veramente cosa significhi giocare, perché il pericolo più facile è forzare un bambino a “giocare” perché “insegna qualcosa”.

Quando un bambino non ha scelta, perde completamente la motivazione di perseverare. Quando è l’adulto a comandare a cosa e quando “giocare” i bambini non apprenderanno mai lezioni importanti come strutturare le proprie attività, risolvere i propri problemi e prendere le redini delle proprie vite. Quando si gioca, nulla è più importante oltre il gioco, e il modo in cui lo si fa. Per chi gioca lo scopo è divertirsi, anche se chi ha disegnato il gioco ha pensato di insegnare qualcosa di preciso.

Quello che potrebbe fare ogni genitore è cercare di non togliere mai i sorrisi dai suoi bambini: evitare di dire a un bambino sorridente di essere serio o “comportati come si deve” oppure “togliti subito quel sorriso, è una cosa seria.” Un bambino sorride sempre, nella speranza di invitarci al sorriso. Loro sono sempre pronti a saltare nel loro mondo del gioco, della giocosità. Prendiamo esempio da loro.

La cosa di cui abbiamo più bisogno è la leggerezza di approcciare la vita con giocosità: è possibile giocare con tutto! Con le parole, le idee e i pensieri; con la musica, i suoni, e tutti gli oggetti che fanno suoni; si può giocare con le nuvole, la pioggia, i lampi e i tuoni; con l’acqua che esce dai rubinetti, che evapora dai secchi, che marcisce qualsiasi cosa che rimane dentro. Giocare nel buio! Con il cibo, con i nostri capelli, i vestiti!

L’importante è giocare in sicurezza: uno gioco è bello finché nessuno obbietta. Quando si gioca, si è sempre liberi di lasciare il gioco in qualsiasi momento. Giocare è un attività scelta e diretta autonomamente. A un gioco si gioca solo se tutti lo scelgono di fare.”

 

Melissa Dietrick
Melissa Dietrick
Blogger ed Esperta di Istruzione Familiare

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importante è la scelta dei giochi

La cosa importante è la scelta dei giochi. Il genitore deve scegliere non solo in base al contenuto educativo del gioco, ma anche in base alla qualita’ della grafica e dell’intera dinamica di apprendimento. Per esempio giochi con livelli di difficoltà crescente o focalizzati sul raggiungimento di obiettivi.

Non tutte le app sono in grado di stimolare i bambini ad apprendere, e la selezione del gioco giusto e’ l’aspetto critico che sta alla base di appebambini.it

 

Alessandra Viola
Alessandra Viola
Fondatrice di Appebambini.it

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la curiosità di scoprire cosa il proprio bambino starà per fare o creare

Essenziale perché il processo sia divertente e coinvolgente e, aggiungo, significativo è la scelta della proposta di gioco. Il genitore si deve mettere in ascolto, osservare il proprio figlio e comprendere quali giochi possono attivare il suo interesse, mettere in risalto le sue caratteristiche e permettergli di approfondire le proprie competenze o acquisirne di nuove. Il gioco deve partire quindi dall’osservazione del bambino. Il gioco diventa divertente e coinvolgente quando riflette una conoscenza da parte del genitore del proprio figlio. In questo modo diventa davvero un regalo e un’occasione di crescita.

Penso, inoltre, che uno degli aspetti più interessanti del gioco sia la possibilità di confrontarsi e di dialogare. Anche quando gioca da solo il bambino (ma anche l’adulto) spesso è portato a pensare a voce alta.

Parlare e confrontarsi con i propri bambini mentre giocano è un’occasione di crescita per il bambino ma soprattutto per il genitore, Anche il genitore, infatti, deve mettersi in GIOCO e giocare senza imporre il proprio punto di vista ma con la curiosità di scoprire cosa il proprio bambino starà per fare o creare. La verbalizzazione aiuterà poi a mettere ordine nei pensieri e a rendere esplicito e riconoscibile ciò che si sta facendo.

Il gioco diventerà, quindi, un pretesto di conoscenza non solo dei contenuti e delle regole ma anche personale e dell’altro.”

 

Jessica Redeghieri
Jessica Redeghieri
Insegnante e Formatrice per le tecnologie didattiche

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l’attività non può essere imposta ma deve essere proposta

E’ molto importante osservare e ascoltare il bambino.

Se decidiamo di proporre un apprendimento di tipo ludico, l’attività non può essere imposta ma deve essere proposta in base alla predisposizione e all’interesse del bambino.”

 

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Claudia Porta
Blogger, Scrittrice e Insegnante yoga

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partecipare al gioco con il bambino

La prima cosa importante è proporre i giochi giusti, ossia adatti al livello di sviluppo del bambino che per divertirsi deve necessariamente essere stimolato.

La seconda cosa importante è partecipare al gioco con il bambino. Far giocare i bambini non deve essere una soluzione per intrattenerli e non averli più tra i piedi. Infatti giocare insieme a nostro figlio permette di fare diverse cose:
conoscere meglio il bambino per stimolarlo al meglio con i giochi per i quali è pronto e dai quali è attratto, al di là di quella che è l’età suggerita sulla confezione;
vedere come reagisce alle difficoltà che il gioco gli mette davanti;
insegnargli nuove strategie di gioco semplicemente applicando quelle stesse tecniche mentre giochiamo insieme e aprendo la sua testa a nuove possibilità prima sconosciute.

La terza cosa importante consiste nel creare quell’atmosfera fiabesca e magica a cui i bambini danno grande importanza per mantenere un elevato grado di coinvolgimento e divertimento mentre giocano. Dopo 3 o 4 volte che il bambino vive in questo modo il singolo gioco, sarà lui stesso a ricrearla quando avrà modo di giocarci di nuovo.”

 

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Matteo Sassi
Blogger e Consulente ludico

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L’atmosfera in casa, gli stimoli, il rispetto per la scuola

Prima di tutto secondo me un genitore deve capire le difficoltà del figlio e non paragonare mai la scuola di oggi con quella che ha vissuto lui. Rischierebbe di perdersi in considerazioni davvero complicate anche per chi nella scuola ci lavora tutti i giorni.

Proprio perché è suo figlio, lo conosce meglio di chiunque altro e può cercare il modo più adatto a lui per affrontare un argomento di scuola. Soprattutto nei primi anni di studio l’attività di ripasso a casa insieme ai compiti sono un’occasione per seguire i figli e aiutarli ad apprendere il metodo più utile per loro.

Lo scopo è renderli autonomi e farli innamorare della conoscenza. L’atmosfera in casa, gli stimoli, il rispetto per la scuola è molto importante ed è il primo compito di un genitore.”

 

LaScuolaInSoffitta
Daniela Poggi
Blogger e Scrittrice

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creare, sbagliare, rifare, senza l’ansia di essere giudicati

Oggi il mondo avanza a velocità strepitose, talvolta ci si dimentica che i bambini hanno bisogno di tempo per acquisire non solo conoscenze, ma soprattutto competenze.

Per molti l’apprendimento equivale allo svolgimento dei compiti, e si pensa che la memorizzazione di concetti possa bastare. In realtà sono proprio le esperienze concrete a far crescere i bambini: creare, sbagliare, rifare, senza l’ansia di essere giudicati.

Mediare le diverse esperienze con il gioco, le rende senza dubbio coinvolgenti e divertenti al tempo stesso. Il gioco permette di concentrarsi sui successi senza sottolineare gli errori, ma imparando da essi per migliorarsi.”

 

Rosalinda Ierardi
Rosalinda Ierardi
Blogger, Insegnante e Mentor di Coder Dojo

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adottare un metodo che sia al passo con i tempi

E’ indispensabile adottare un metodo che sia al passo con i tempi, che tenga conto dei cambiamenti rivoluzionari che sono in atto a livello tecnologico e che comprenda anche tecniche di apprendimento avanzate e un ambiente che favorisca l’accrescimento dell’autostima dei bimbi.”

 

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Giorgio Luigi Borghi
Esperto di apprendimento creativo

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non imporre, ma, ad esempio, sin da piccoli, incentivare la lettura

Mio figlio ha 4 anni e mezzo e, adesso, il nostro apprendimento avviene attraverso il gioco, attraverso una passeggiata nel bosco, a parlare di animali o di piante, o la visita ad un museo affascinante, pieno di fossili e dinosauri.

Trovo che sia importante non imporre, ma, ad esempio, sin da piccoli, incentivare la lettura. Io amo i libri ed anche mio figlio li adora. Un libro ci accompagna sempre, prima di dormire, sul divano, alla fermata del pulmino, talvolta ci aiuta a superare momenti “difficili”. Leggere per il proprio figlio è un atto d’amore, una coccola, un’attenzione, è dire “Io ci sono, sono qui e leggo per te”. Un libro, di Richard Scarry, ci ha aiutati a superare lo stravolgimento dovuto alla nascita del fratellino.”

 

Rosaria Martellotta
Rosaria Martellotta
Operatore Didattico

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s’impara giocando, non si gioca a imparare

In primis, smettere di insegnare e cominciare a giocare; molti di noi hanno perso il contatto con il mondo ludico infantile: siamo completamente assorbiti dal lavoro, dagli studi e da una società un po’ bislacca. Quindi, facciamo un passo indietro e torniamo a giocare per svago, cercando di capire cosa diverte di più i nostri figli.

Solo a questo punto sarà possibile inserire dei contenuti educativi nei giochi, dalla matematica, all’arte alle scienze. La cosa più importante sarà proporli con naturalezza, come piccole modifiche per rendere i giochi sempre più belli.

Questa è la fase più rischiosa, perché siamo al confine tra gioco e “lezione”; solo la vostra sensibilità di genitori potrà permettere di conservare la magia del divertimento. Soprattutto, non fate mai riferimento al fatto che state insegnando in quel momento: il gioco, agli occhi del bambino, deve rimanere sempre e soltanto un gioco.

In conclusione, un giochino di parole: s’impara giocando, non si gioca a imparare!”

 

Matteo Princivalle
Matteo Princivalle
Fondatore di Portale Bambini e Autore di racconti per bambini

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Conclusioni

Ecco in sintesi quello che davvero è importante che un genitore faccia perché l’apprendimento di suo figlio sia e rimanga un’esperienza piacevole e divertente:

  • dare al figlio il tempo e lo spazio per giocare con la fiducia che giocando sta imparando e crescendo
  • permettere al bambino di apprendere con autonomia,  con l’opportunità di sbagliare per scoprire con tutto il gusto, la responsabilità e la soddisfazione di imparare dai propri errori
  • rimettersi in gioco con il figlio, ritrovare quella presenza e serietà che tutti abbiamo avuto da bambini quando giocavamo, in modo da accompagnarlo nel gioco e nell’apprendimento
  • scegliere i giochi adatti al figlio in modo da proporli senza imposizioni, assecondare gli interessi del bambino che vanno tenuti in massima considerazione, fare in modo che il figlio scelga di giocare liberamente e non per seguire un programma d’insegnamento o l’approvazione di qualcuno
  • trasmettere curiosità, passione, voglia di imparare con il proprio esempio, cercando di avvicinarsi al gioco per imparare con il figlio o dal figlio qualcosa di nuovo
  • dialogare e confrontarsi nel gioco per conoscersi e crescere insieme ai propri figli

 

Hanno contribuito:

 

Per approfondire:

 

 

Chi è l'autore

Raffaele Costi

Raffaele Costi

Fondatore di ImparareGiocando.com

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