I Vantaggi di Imparare Attraverso il Gioco

16 esperti rispondono

Rispetto a metodi più tradizionali, quali sono i vantaggi specifici per i bambini di imparare attraverso il gioco?

 

Introduzione

In questa guida ho raccolto il parere di 15 esperti nel campo dell’imparare giocando su quelli che sono specificatamente i vantaggi del gioco per l’apprendimento dei bambini rispetto all’utilizzo di lezioni o metodi tradizionali che in tutta probabilità anche tu hai sperimentato e subìto a scuola quando eri piccolo come tuo figlio.

 

1) Daniela Poggi – “permette di sbagliare e inventare”
2) Claudia Porta – “concetti impressi più facilmente”
3) Rosalinda Ierardi – “interiorizzare regole e ruoli”
4) Alessandra Viola – “sprona il bambino ad apprendere”
5) Daniele Gallerani – “superare ostacoli su misura”
6) Greta Bienati – “l’apprendimento avviene senza sforzo”
7) Jessica Redeghieri – “in equilibrio tra regole e creazione”
8) Aureliana Orlando – “tirando fuori l’interiorità del bambino”
9) Matteo Sassi – “naturale apprendimento del cervello”
10) Giorgio Luigi Borghi – “trasformare noia in piacere”
11) Daniele Passalacqua – “unire oggettività ed immaginazione”
12) Sybille Kramer – “aprirsi con la mente e le emozioni”
13) Melissa Dietrick – “sviluppare ogni tipo di capacità”
14) Rosaria Martellotta – “più a lungo impresso nella mente”
15) Andrea Ligabue – “divertente anche per il genitore”
16) Matteo Princivalle – “un’attività ricreativa e auto-motivante”

 

 

permette di sbagliare e inventare

Il gioco è un mezzo che i bambini già conoscono e che usano fin dai primi giorni. Il gioco è la via di apprendimento più vicina all’esperimento e l’unica che permette di sbagliare e inventare.

Credo che i bambini si sentano più a loro agio se possono imparare giocando. E’ importante però non solo lo strumento che gli viene fornito ma anche il modo in cui lo possono utilizzare e come viene integrato in una spiegazione.

Posso giocare due ore con un modellino di satelliti e non capire niente. Il gioco da solo non sempre basta, anche se alcuni come quelli montessoriani sono già degli strumenti autonomi.”

 

LaScuolaInSoffitta
Daniela Poggi
Blogger e Scrittrice

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i concetti restano impressi più facilmente

Imparare giocando significa imparare sperimentando. La conoscenza non è quindi solo intellettuale ma anche sensoriale. In questo modo i concetti restano impressi più facilmente. Senza dimenticare il fatto che giocando il bambino si diverte, quindi si accosta più volentieri all’apprendimento.”

 

Claudia-Porta
Claudia Porta
Blogger, Scrittrice e Insegnante yoga

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aiuta ad interiorizzare le regole e i ruoli

Il gioco è da sempre considerato un ottimo mediatore, ha un grosso potenziale educativo e motivazionale, permette al bambino di utilizzare la fantasia per costruire il mondo circostante in base alle conoscenze che acquisisce per scoperta; inoltre aiuta ad interiorizzare le regole e i ruoli, incrementando le capacità di controllo del comportamento.”

 

Rosalinda Ierardi
Rosalinda Ierardi
Blogger, Insegnante e Mentor di Coder Dojo

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sprona il bambino ad apprendere in maniera molto piu’ efficace

Uno dei vantaggi principali dell’imparare giocando è sicuramente la motivazione. Il gioco giusto piace e sprona il bambino ad apprendere in maniera molto piu’ efficace rispetto ad una lezione tradizionale. I bambini sono piu’ concentrati e determinati.

Un altro vantaggio dell’imparare giocando e’ quello di mostrare una serie di concetti e regole applicati al mondo reale, nella pratica quotidiana, o in associazione ad oggetti e dinamiche che il bambino gia’ conosce.

Entrambe le cose aiutano i bambini a sviluppare le proprie abilita’ cognitive molto piu’ velocemente dei metodi di apprendimento tradizionali. Ovviamente la cosa importante sta nello scegliere i giochi adatti.”

 

Alessandra Viola
Alessandra Viola
Fondatrice di Appebambini.it

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aiuta a sperimentare, a superare ostacoli che sono a misura del bambino

Questa domanda mi coinvolge personalmente perché il gioco è stato la base della mia vita, visto che sono nato nelle campagne del mio territorio e quindi mi sono sempre dovuto arrangiare a giocare senza avere niente di pronto.

Premesso questo, i vantaggi del giocare rispetto ai metodi tradizionali sono notevoli perchè il gioco è, secondo il mio punto di vista, alla base della vita ed il via a quello che sarà l’adulto futuro. Il gioco è importante perchè aiuta a sperimentare, a superare ostacoli che sono a misura del bambino: l’ostacolo del vincere il gioco o di relazionarsi con compagni e avversari.

E’ comunque un modo di iniziare la vita giocando e aumenta la capacità cognitiva dei bambini senza richieste e protocolli tipici della scuola. Tutte queste capacità vengono incrementate semplicemente giocando e divertendosi: il bambino neanche sa di svilupparle ma le sta già sviluppando senza protocolli prestabiliti.

Quindi ecco il vero vantaggio del gioco in due parole: stimolare le capacità future di relazione, di superare gli ostacoli, le capacità cognitive giocando in modo tale che il bimbo sperimenta senza che gli venga richiesto qualcosa, sperimenta punto.”

 

DANIELE-Gallerani
Daniele Gallerani
Animatore educativo e Blogger

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l’apprendimento avviene in modo del tutto naturale, senza sforzo

Gli studi dimostrano che l’apprendimento è più efficace e risulta un possesso più solido se avviene in una situazione di attività e di coinvolgimento del soggetto, e massimamente se il formando è in una condizione di benessere. Questa situazione è tipica del gioco, al punto che in esso spesso l’apprendimento avviene in modo del tutto naturale, senza sforzo.

Se guardiamo ai giochi tradizionali, vediamo che spesso miravano ad insegnare comportamenti, valori, abilità sociali che venivano in questo modo assimilati fin dall’infanzia senza bisogno di luoghi formali di istruzione.

Il gioco è una delle modalità principali della formazione diffusa, ovvero di quell’apprendimento che si svolge nell’ambito della vita quotidiana, senza la necessità di spazi e tempi specifici.

Imparare giocando permette di fare dell’imparare un’attività facile e senza sforzo.”

 

Greta Bienati
Greta Bienati
Insegnante, Consulente pedagogica, Formatrice , Scrittrice

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mettersi alla prova in equilibrio tra regole e creazione

L’apprendimento diventa significativo soprattutto quando la motivazione è forte. Il gioco, se scelto in modo consapevole secondo le esigenze del bambino e i suoi interessi, attiva notevolmente e in modo naturale la motivazione facendo sì che il bambino sia portato a partecipare in modo attivo e costruttivo.

Il gioco permette, inoltre, al bambino di mettersi alla prova all’interno di un ambiente in equilibrio tra regole e creazione. Questo fa sì, da un lato, che la regola non venga letta come imposizione ma come elemento necessario per la buona riuscita dell’”impresa”, dall’altro che la creazione (intesa come costruzione di idee, di strategie, di prodotti, …) avvenga all’interno di limiti precisi che aiutano i bambini a non perdersi nelle possibilità dell’infinito.

Questi due aspetti, fondamentali nella vita di società, difficilmente convivono in altre proposte di apprendimento. Il gioco, quindi, permette al bambino di sperimentare la realtà.”

 

Jessica Redeghieri
Jessica Redeghieri
Insegnante e Formatrice per le tecnologie didattiche

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tirando fuori l’interiorità del bambino e i ricordi nell’adulto

La mia idea di gioco con i bambini ha una elevata componente di spontaneità questo perché il gioco non è mai calcolato o programmato ma è naturale!

Proprio per questo motivo richiama con se alleati come la fantasia, l’immaginazione, la creatività tirando fuori l’interiorità del bambino e i ricordi nell’adulto.

Il gioco è sempre educativo perché richiede rispetto delle regole, rispetto dei ruoli, rispetto dei sentimenti, cura dell’ambiente, organizzazione, collaborazione, ispirazione, tutte componenti che formano le basi di una educazione.

Le mie idee di gioco nascono sul momento, seguo molto l’istinto mio e di mio figlio, ma soprattutto siamo entrambi dei bravi osservatori nel senso più generico e ampio del termine. Così capita spesso che leggendo un libro nasca l’idea di riprodurre quanto letto dalle scene ai personaggi; oppure propongo spesso di riprodurre l’ambiente in cui viviamo in miniatura a misura di bambino e di giocattolo, così nascono strade, palazzi, automobili, ferrovie, scuole, chiese, campagna etc.. un modo alternativo per imparare a vivere gli spazi attraverso il corpo, il gioco ed il movimento. Osservare oggi giorno è molto importante, si va sempre tanto di corsa che si perdono tanto i dettagli ma sono quelli che alle volte fanno la differenza!”

 

Aureliana Orlando
Aureliana Orlando
Architetto-game designer e fondatore di MammaPapaGiochiamo.com

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seguire il metodo naturale di apprendimento del cervello

Credo che il vantaggio maggiore del giocare sia quello di seguire il metodo naturale di apprendimento del cervello: tutti i cuccioli in natura imparano attraverso il gioco, simulando direttamente le situazioni che incontreranno da grandi, senza bisogno di un contesto formale, come la scuola, per apprendere.

Nel corso della mia formazione come educatore, ho avuto occasione di approfondire come l’uomo nel corso della sua evoluzione ha allungato più di tutti gli altri animali la fase infantile introducendo una nuova età: l’adolescenza. Questa ha permesso all’uomo è di imparare per adattarsi all’ambiente circostante anche in età adulta ed ha contribuito a fare dell’essere umano la specie più diffusa sul pianeta.

Attraverso il gioco, adulti e bambini si esercitano allenando la propria flessibilità ed incrementando l’efficacia nell’apprendimento. Ad esempio: anche io che ho quasi 40 anni e un dottorato in fisica, se mi metto a studiare qualcosa di nuovo faccio fatica; se invece sfrutto un gioco per imparare la stessa cosa l’apprendimento mi riesce molto naturale.”

 

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Matteo Sassi
Blogger e Consulente ludico

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trasformare qualcosa di noioso in qualcosa di piacevole

Il vantaggio è ovvio: trasformare qualcosa di noioso in qualcosa di piacevole.

Il gioco è parte integrante della vita di un bimbo, quindi la cosa logica è sfruttare questa risorsa per indirizzarla verso l’apprendimento.”

 

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Giorgio Luigi Borghi
Esperto di apprendimento creativo

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un bambino è libero di unire oggettività ed immaginazione

Il gioco ha il vantaggio di creare un personale spazio ricreativo in cui un bambino è libero di unire oggettività ed immaginazione e raggiungere obiettivi impossibili attraverso i metodi tradizionali.

In particolare, nell’insegnamento della matematica: “il gioco e la bellezza sono all’origine di gran parte della matematica. Se i matematici di tutti i tempi se la sono spassata giocando e contemplando i risultati dei loro giochi e della loro scienza, perché anche noi non proviamo ad apprendere la matematica attraverso il gioco e la bellezza?” [Miguel de Guzmàn]

Anche se ancora considerato un’attività poco seria dal nostro sistema educativo, il gioco, soprattutto quello collettivo e condiviso, è una forma di relazione e comunicazione tra gli studenti che contiene un chiaro valore educativo (specialmente se guidato da regole) e costituisce un potente elemento metodologico.

Il bambino infatti si sblocca e risulta meno inibito quando gioca: presentare un problema, un teorema o una dimostrazione sotto forma di indovinello o paradosso stimola la curiosità, la voglia di scoprire e di apprendere, rafforza e consolida le nozioni e gli algoritmi appresi.”

 

Daniele Passalacqua
Daniele Passalacqua
Insegnante e Blogger

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aprirsi con la mente e le emozioni

Secondo me il gioco È imparare, e anzi faccio invece difficoltá ad immaginare l’apprendimento vero (non da confondere con l’imparare a memoria delle cose per il test di domani, da scordare di nuovo dopodomani) senza il gioco o comunque senza l’atteggiamento “da gioco”: perché giocare significa aprirsi con la mente e le emozioni e dedicare tutta l’attenzione e la dedizione in modo curioso e positivo ad un argomento o un’attivitá.

Basta pensare alla facilitá con la quale si impara una lingua nuova quando succede in un ambiente positivo e sicuro, come quando dei bambini di diverse lingue iniziano a giocare insieme.

Invece spesso vediamo dall’altra parte la difficoltá di studiare una lingua quando succede al di fuori del contesto della vita reale, quando non scatta il meccanismo del “giocare apprendendo, apprendere giocando” che invece riesce a farci imparare le cose con gioia e quasi senza rendercene conto.

È peró importante, secondo me, non vedere il gioco come strumento per manipolare i bambini, invece dev’essere una cosa libera e spontanea il piú possibile. Essere “costretti” a giocare toglie tutta la magia al gioco che in quel modo non é piú gioco, appunto.”

 

Sybille Kramer
Sybille Kramer
Blogger, Artista e Mamma con esperienza di Homeschooling

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sviluppare le capacità fisiche, intellettuali, emozionali, sociali e morali

Attraverso il gioco un bambino (una ragazza, l’essere umano in genere) apprende in maniera completamente naturale e spontanea divertendosi allo stesso tempo!

I bambini, se lasciati liberi di esplorare il mondo attorno a loro (con la giusta tutela e il sostegno dei genitori), mostrano una curiosità irrefrenabile. Se non subiscono alcuna interferenza, imposizione o coercizione, imparare per loro è realmente un’attività naturale, vitale per la loro sopravvivenza così come lo è il respirare. Il gioco nella nostra specie offre ai bambini (ma anche agli adulti) un modo ideale di sviluppare le loro capacità fisiche, intellettuali, emozionali, sociali e morali. Offre un modo per creare e preservare le amicizie. Offre inoltre uno stato mentale che è idoneo in una maniera unica a ragionare e risolvere problemi in maniera creativa e intuitiva.

Quando si gioca si crea un’esperienza diretta in una specie di mondo parallelo che è l’immaginazione.

Imparare è una cosa naturale, e ognuno lo fa a modo proprio. È naturale che bambini desiderino capire il mondo intorno a loro: vogliono far parte del mondo degli adulti e diventare adulti competenti e capaci a loro volta. Se è libero di assecondare i propri tempi, in un ambiente preparato, ricco di stimoli e sostegno, ogni bambino troverà il suo modo di entrare a far parte del mondo con naturalezza e, attraverso una propria ricerca personale, si impegnerà ad affinare le proprie competenze e arricchire la propria conoscenza nel modo più congeniale e adatto a se stesso. La maggior parte dell’apprendimento di un bambino non è il risultato di un insegnamento, né di un’istruzione specifica, ma avviene attraverso il gioco, con un approccio giocoso e ricco di curiosità.”

 

Melissa Dietrick
Melissa Dietrick
Blogger ed Esperta di Istruzione Familiare

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ciò che si apprende “facendo” resterà più a lungo impresso nella mente

La mia esperienza mi ha insegnato che ciò che si apprende “facendo” resterà più a lungo impresso nella mente. Mi è capitato più di una volta che, durante uno dei miei laboratori, i bambini mi ripetessero quanto detto durante gli incontri precedenti e ricordassero alla perfezione la mia “lezione”.

Io non tengo in realtà “lezioni” nel senso tradizionale del termine, ma, con l’ausilio della lavagna multimediale, mostro immagini che mi permettono di raccontare ai bambini molti aspetti interessanti della storia, dell’archeologia e dell’arte, aspetti generalmente non trattati sui loro libri. Dopo la “lezione” passo al laboratorio pratico, durante il quale, comunque, continuo a dare informazioni di carattere storico/archeologico.”

 

Rosaria Martellotta
Rosaria Martellotta
Operatore Didattico

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allenare competenze trasversali

Sicuramente l’aspetto motivazionale ha un ruolo importante e sai bene quanto sia importante, per l’apprendimento, l’impegno e la motivazione nello svolgere “il compito”.

Il gioco permette anche l’immedesimazione (e quindi l’emergere di comportamenti a volte nascosti), la simulazione in un ambiente sicuro (poter provare un comportamento e vederne gli effetti) ed in generale permette di sviluppare ed allenare competenze trasversali che l’insegnamento tradizionale non può stimolare. ”

 

Andrea Ligabue
Andrea Ligabue
Consulente Ludico, Esperto di giochi da tavolo, Giornalista e Formatore

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per sua natura un’attività ricreativa e auto-motivante

Non c’è bisogno di motivare continuamente il bambino. Il gioco è, per sua natura, un’attività ricreativa e auto-motivante, diversamente dallo studio, che si affida invece a un sistema di premi/punizioni esterni (premio se prendi 9 nel compito in classe, pagella, giudizio da parte degli altri per il voto preso).

Da questo primo punto deriva il secondo: con un pizzico d’abilità, ci sarà possibile appassionare il bambino all’apprendimento, nella misura in cui gli risulta funzionale per giocare meglio.

Vi faccio un esempio: da piccolo ero un giocatore incallito di Pokémon; ebbene, li conoscevo tutti (oltre 500), con tutte le relative caratteristiche. Eppure non ho mai faticato a studiarne un elenco a memoria: la voglia di giocare e vincere è stata un motore formidabile.

Pensate a un gioco in cui si guadagnino punti ricordando le capitali degli stati: se lo strutturate bene, nel giro di un mese, avrete in casa un piccolo atlante!”

 

Matteo Princivalle
Matteo Princivalle
Fondatore di Portale Bambini e Autore di racconti per bambini

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Conclusioni

In sintesi, il gioco è uno strumento più efficace rispetto ai metodi tradizionali perché:

  1. giocare è un atteggiamento naturale e istintivo, usato dai bambini per conoscere se stessi ed il mondo che li circonda: è quindi la risorsa più grande e distintiva dei nostri figli, già spontaneamente a loro disposizione per apprendere
  2. giocare è motivante perché piace, diverte e coinvolge senza necessità di forzare o imporre attività che annoiano e tolgono interesse in ciò che si sta apprendendo
  3. giocare stimola appieno non solo le capacità cognitive ma anche i sensi, le emozioni ed i sentimenti dando modo al mondo interiore del bambino di esprimersi e confrontarsi con la realtà esteriore per crescere e realizzarsi completamente
  4. giocare è sperimentare la realtà in un contesto determinato ed a misura di bambino: giocando i nostri figli sono incoraggiati a provare, sbagliare e inventare con fantasia, creatività e immaginazione, mettendo in pratica gli apprendimenti e affinando le proprie abilità e competenze per superare le sfide e gli ostacoli che il gioco propone
  5. giocare allena a collaborare ed organizzarsi, sviluppa l’abilità di controllare i comportamenti e relazionarsi agli altri nel rispetto dell’ambiente, delle regole e dei ruoli; ambiente, regole e ruoli sono tutti accettati come necessari alla riuscita del gioco e non come vincoli imposti e limitanti
  6. giocare coltiva la capacità di osservare la realtà di tutti i giorni con occhi curiosi, con apertura mentale ed emotiva, alla ricerca di spunti per creare e divertirsi, mantenendo vivo il gusto di imparare; tutto questo, meglio di qualsiasi altra attività, prepara i nostri figli ad essere flessibili, determinati, positivi e propositivi da adulti

Per sfruttare al meglio tutti i vantaggi del gioco come uno strumento per imparare adatto ai bambini è necessario che:

  1. sia percepito come attività libera, spontanea
  2. risulti qualcosa di fattibile e segua i naturali interessi ed esigenze dei bambini
  3. sia occasione e spunto per trasmettere e cogliere in maniera diretta comportamenti, valori, abilità sociali e conoscenze

 

 

Hanno contribuito:

 

 

Per approfondire:

 

 

Chi è l'autore

Raffaele Costi

Raffaele Costi

Fondatore di ImparareGiocando.com

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