Giocare con il Tablet per Imparare è Rischioso?

16 esperti rispondono

Be surprised

 

Introduzione

In questa guida leggerai il parere di 16 esperti nel campo dell’imparare giocando su quelli che sono i principali rischi a cui prestare attenzione quando tuo figlio utilizza dispositivi digitali, come tablet e smartphone, per apprendere e divertirsi.

 

Quali sono i rischi a cui stare attenti nell’utilizzare tablet e smartphone per far apprendere con i giochi nuove cose ai propri figli?

 

1) Matteo Princivalle – “non deve diventare l’animatore di mio figlio”
2) Giorgio Luigi Borghi – “probabilmente il mezzo più ‘furbo’ a disposizione”
3) Matteo Sassi – “evitare che siano i principali strumenti di interazione”
4) Rosaria Martellotta – “ho scelto di non usarlo con mio figlio”
5) Melissa Dietrick – “essere presenti e connessi”
6) Daniele Passalacqua – “un contesto socializzante e precise indicazioni metodologiche”
7) Jessica Redeghieri – “è fondamentale il confronto”
8) Andrea Ligabue – “siate voi i compagni di gioco dei vostri figli”
9) Sybille Kramer – “meglio tardi che presto”
10) Rosalinda Ierardi – “partecipazione attiva del bambino”
11) Daniela Poggi – “I rischi sono legati all’uso improprio”
12) Greta Bienati – “pensarli non come fini, ma come mezzi”
13) Alessandra Viola – “può riservare spiacevolissime sorprese”
14) Claudia Porta – “un po’ di buon senso e moderazione”
15) Aureliana Orlando – “insegnare il modo corretto e la misura in cui usarlo”
16) Daniele Gallerani – “possono creare confusione e false convinzioni”

 

 

non deve diventare l’animatore di mio figlio

Il pericolo più grande, nell’usare queste tecnologie, è l’abbandono del bambino.

Io non sono contrario ai dispositivi digitali, ma ritengo che dovrebbero essere utilizzati da mamma/papà + figlio, senza eccezioni. Altrimenti, rischiamo che diventino un sostituto della figura umana, deriva molto pericolosa soprattutto nella fase dello sviluppo del bambino.

Un tablet non può e non deve diventare l’animatore di mio figlio, quel ruolo spetta – tra i tanti altri – a me genitore. Nello specifico dell’apprendimento, per coinvolgere i bambini e mantenere il controllo della situazione, perché non giocare insieme?”

 

Matteo Princivalle
Matteo Princivalle
Fondatore di Portale Bambini e Autore di racconti per bambini

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probabilmente si tratta del mezzo più ‘furbo’ a disposizione

I nati dopo il 1990 vengono definiti “nativi digitali” e cioè chi ha a che fare con computer e internet fin dalla nascita.

Ora però c’è una nuova categoria: i “mobile born” e cioè i bimbi che armeggiano con tablet e smartphone fin da prima di camminare. E’ ovvio che tutto è cambiato nel giro di pochissimi anni. E i genitori devono rendersene conto.

Ovviamente non esiste il rischio nell’utilizzo dei dispositivi mobili nell’apprendimento. Al contrario, probabilmente si tratta del mezzo più ‘furbo’ che un genitore abbia a disposizione con i propri figli.”

 

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Giorgio Luigi Borghi
Esperto di apprendimento creativo

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evitare che siano i principali strumenti di interazione

Tablet e smartphone, come ultime frontiere del videogioco e del gioco interattivo con il computer, sono degli strumenti fantastici se utilizzati bene.

Ci sono tantissime applicazioni molto efficaci per far apprendere tante cose ma il problema maggiore è solo uno: tablet, smartphone o videogioco non devono diventare uno strumento per posteggiare tuo figlio in modo da lasciarci liberi di fare altro. Esiste infatti il forte rischio di creare una situazione di solitudine ed isolamento del bambino.

Ma questo rischio rimane anche se il bambino gioca con altre persone tramite internet, perché questi strumenti tecnologici filtrano l’interazione tra i giocatori tanto che ci si potrebbe trovare a giocare con un programma senza accorgersene.

Credo che bisogni evitare che il gioco elettronico sia l’elemento principale di interazione di un bambino con gli altri. Personalmente preferisco che mia figlia a 4 anni mi chieda di giocare con lei, piuttosto che si isoli con uno strumento che le permetta di giocare da sola.

Credo che l’esperienza dei giochi elettronici sia molto riduttiva rispetto ai giochi “analogici”. Se penso a quando ero piccolo utilizzavo molto i videogiochi, ma quando ho incontrato il mondo dei giochi in scatola e dei giochi di ruolo, me ne sono innamorato, ed il computer è diventato solo uno strumento.

Bisogna però ricordare che il gioco elettronico è uno strumento formidabile se utilizzato per un obiettivo specifico. Per bambini con problematiche relative alla dislessia esistono delle applicazioni fantastiche, e non solo quelle a pagamento a prezzi che magari non tutti possono permettersi, ma anche quelle più economiche ma altrettanto valide e molto diffuse per dispositivi Android e iOS.

 

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Matteo Sassi
Blogger e Consulente ludico

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ho scelto di non usarlo con mio figlio

Personalmente, pur riconoscendo che questi strumenti oramai fanno parte della nostra quotidianità e non possiamo certo proibire ai nostri figli di utilizzarli, ho scelto di non fornire a mio figlio questo tipo di strumento, per lo meno adesso che ha 4 anni e mezzo, e tanto meno di utilizzarlo come strumento di apprendimento.

Trovo dannoso e alquanto scioccante vedere i tablet a bambini di 2 anni o poco più.”

 

Rosaria Martellotta
Rosaria Martellotta
Operatore Didattico

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essere presenti e connessi

Bisogna stare attenti ad offrire sempre attività alternative e interessanti da fare, oltre ai giochi elettronici, ma più di tutto è importante essere coscienti della necessità di essere presenti e connessi con i propri figli.

Più piccoli sono, più hanno bisogno di avere la vostra presenza vicino. Non abbandonate loro in una stanza soli con i loro giochi, state nella stessa stanza, e state vicini, in osservazione del proseguimento del loro gioco, chiedete ogni tanto come va, congratulatevi per l’andamento del gioco, siate presenti, offrite sostegno quando sono abbattuti o frustrati.

Portate da bere o qualcosa da mangiare: giocare è un lavoro duro!

Giocate con loro! Se la vostra connessione è buona e avete un relazione basata sull’ascolto e il rispetto, i vostri figli vi seguiranno più facilmente quando sarà ora di fare qualcos’altro.”

 

Melissa Dietrick
Melissa Dietrick
Blogger ed Esperta di Istruzione Familiare

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un contesto socializzante che segua precise indicazioni metodologiche

Lo sviluppo cognitivo è essenzialmente un processo sociale (non è solo Vygotskij ad asserirlo).

Quindi il rischio maggiore è quello di isolare il bambino in una bolla. Gioco e apprendimento sono efficaci se l’interazione non è limitata all’oggetto tecnologico, ma è inserita in un contesto socializzante che segua precise indicazioni metodologiche.”

 

Daniele Passalacqua
Daniele Passalacqua
Insegnante e Blogger

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è fondamentale il confronto

Come per tutti gli altri tipi di gioco il rischio è di scegliere una proposta sbagliata cioè non corrispondente alle caratteristiche, alle esigenze e agli interessi del bambino. Anche per i giochi digitali è essenziale la conoscenza in primis del proprio bambino e poi dell’offerta generale.

Conoscere quali giochi ci sono a disposizione e quali sono le loro caratteristiche è essenziale per non perdersi nel mare magnum dell’offerta indiscriminata e del “numero di stelline”.

Se per quanto riguarda i giochi tradizionali i genitori hanno già grandi competenze e conoscenze perché sono stati loro in prima persona fruitori di questi strumenti, per quanto riguarda i giochi digitali questo è più raro e impone ai genitori un “lavoro” di ricerca e scelta non indifferente e da non sottovalutare.

Per questo è fondamentale il confronto. Solo all’interno della “comunità” (in questo caso di genitori ma anche di educatori e formatori in generale) le conoscenze e le competenze possono essere condivise e il confronto può essere di aiuto.

Un altro rischio è che il gioco digitale diventi un modo per far calmare il bambino e tenerlo occupato. Questo fa sì che il tablet o lo smartphone diventino, un po’ come può succedere per la televisione, si trasformino in “biberon” e non più in strumenti di gioco e di apprendimento.

Anche una corsa in mezzo ai prati dopo mezz’ora diventa allenamento agonistico e non più gioco :-)”

 

Jessica Redeghieri
Jessica Redeghieri
Insegnante e Formatrice per le tecnologie didattiche

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siate voi i compagni di gioco dei vostri figli

Tablet e smartphone hanno il grande problema di offrire giochi che possono essere fruiti anche da soli.

L’attività ludica fatta assieme ai propri figli ha un valore importantissimo e il rischio con i giochi digitali è spesso quello di relegare al dispositivo il ruolo di compagno e maestro e approfittarne per fare altro, perdendo tutti i benefici (sia in termini sociali che in termini di sviluppo) dell’attività condivisa.

Quindi il mio consiglio è: siate voi i compagni di gioco dei vostri figli e lasciate a tablet e smartphone il ruolo di comparse e strumenti e non il viceversa.”

 

Andrea Ligabue
Andrea Ligabue
Esperto di giochi da tavolo, Giornalista e Formatore

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meglio tardi che presto

Personalmente sono un po’ rigida verso l’utilizzo di queste tecnologie prima di una certa etá.

In questo seguo tra l’altro le indicazioni della pedagogia Montessori e Waldorf che danno sempre la precedenza alle attivitá reali e non virtuali, “da schermo”. Direi che piú piccoli sono i bambini e piú lontano dovrebbero stare da questo tipo di proposte.

Il pericolo di saltare una tappa fondamentale nel processo di apprendimento – come ad esempio l’uso della scrittura a mano – secondo me non é da sottovalutare. Passa velocissimo il messaggio che non é poi cosí importante saper scrivere a mano e curare la propria calligrafia se invece premendo dei tasti posso risolvere molto piú velocemente…

Mi dà da pensare anche il fatto che questo tipo di gioco ci mette in una posizione da “consumatori” (di giochi o percorsi creati da altri) e secondo me non stimola la creatività come invece lo fa il “vero gioco”: in questo senso faccio un po’ fatica a vedere queste proposte come “gioco” nel senso della definizione di cui sopra.

Un altro aspetto che mi preoccupa è quello della dipendenza da videogiochi (basta viaggiare mezz’ora in treno per vedere quasi nessuno con un libro o a chiacchierare con altri, e invece quasi tutti con un smartphone a fare giochini) e anche quello dell’esposizione all’elettrosmog che, quando posso, cerco di evitare.

Per concludere, direi dunque “meglio tardi che presto”. Ma naturalmente questo é il mio pensiero personale (parlando tra l’altro da persona cell-free), mentre ognuno decide per sé stesso come meglio crede.”

 

Sybille Kramer
Sybille Kramer
Blogger, Artista e Mamma con esperienza di Homeschooling

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partecipazione attiva del bambino

Il tablet/smartphone non deve diventare un “intrattenitore”, problema che si pone da tempo con molti programmi televisivi.

Il genitore deve partecipare insieme al bambino e diventare mediatore di contenuti che il bambino potrebbe non comprendere e quindi subire in maniera passiva senza cogliere l’aspetto educativo.

I giochi e le applicazioni veramente utili all’apprendimento dei propri figli sono senza dubbio quelli che richiedono la partecipazione attiva del bambino, adatta alle sue capacità, ma allo stesso tempo coinvolgente e che magari dia la possibilità di ‘rinegoziare’ la sfida in base alle capacità di ognuno; non ultima la possibilità di condividere il gioco con i propri pari, confrontarsi e collaborare.”

 

Rosalinda Ierardi
Rosalinda Ierardi
Blogger, Insegnante e Mentor di Coder Dojo

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I rischi sono legati all’uso improprio

I rischi sono legati all’uso improprio di questi strumenti. Alcuni giochi hanno dei passaggi pubblicitari collegati ad internet con contenuti non adatti ai bambini.

Non tutti i giochi sono educativi secondo me, il semplice fatto di esser digitali non li rende automaticamente perfetti. Ci sono schede di valutazione dei giochi, filtri per la connessione a internet e i genitori dovrebbero controllarli.”

 

LaScuolaInSoffitta
Daniela Poggi
Blogger e Scrittrice

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pensarli non come fini, ma come mezzi

La tecnologia rischia sempre di rendere poco corporea l’esperienza dell’apprendimento e di ridurla alla sua componente mentale e cognitiva.

Tablet, smartphone, ma anche internet, i social network e la televisione sono strumenti utilissimi e straordinari. Ciò che conta è pensarli non come fini, ma come mezzi.

Per questo credo che non sia molto utile proporli ai bambini piccoli nei quali l’esperienza corporea complessiva, possibilmente all’aperto, deve essere comunque prevalente. E anche per tutti gli altri, adulti compresi, è importante compensare gli strumenti tecnologici con esperienze meno legate al versante cognitivo.”

 

Greta Bienati
Greta Bienati
Insegnante, Consulente pedagogica, Formatrice , Scrittrice

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può riservare spiacevolissime sorprese

I genitori devono fare attenzione a quei giochi dove sia presente il cosiddetto “In-App Purchase” (cioè l’acquisto di contenuti aggiuntivi all’interno dell’app), che può riservare spiacevolissime sorprese sul conto della carta di credito.

E’ sempre possibile disattivare l’In-App Purchase o proteggerlo con password, ma bisogna ricordarsi di farlo e bisogna valutare caso per caso il da farsi. A volte, infatti, i contenuti aggiuntivi da acquistare sono capitoli di un gioco, o nuovi livelli di difficoltà che sono necessari ai bambini per proseguire.

Allo stesso modo, ci vuole molta attenzione con quei giochi gratuiti che sono tali perché supportati dalla pubblicità all’interno dell’app. In quei casi, non c’e’ certezza su quale contenuto verrà visualizzato nel banner pubblicitario (magari l’invito a comprare un altro gioco violento o non adatto).

Inoltre, per i bambini è incredibilmente facile toccare il banner e finire fuori dalla app e magari eseguire un acquisto indesiderato.”

 

Alessandra Viola
Alessandra Viola
Fondatrice di Appebambini.it

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un po’ di buon senso e moderazione

Con i dispositivi elettronici si perde l’aspetto sensoriale ed esperienziale di cui parlavamo nell’altra guida.

Per quanto divertente, l’apprendimento rimarrà di tipo intellettuale.

Altre controindicazioni sono i lunghi periodi di immobilità e il fatto di essere completamente “tagliati fuori” dall’ambiente circostante.

Detto questo, la tecnologia non va demonizzata ma utilizzata con un po’ di buon senso e con moderazione.”

 

Claudia-Porta
Claudia Porta
Blogger, Scrittrice e Insegnante yoga

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insegnare il modo corretto e la misura in cui usarlo

Questo è un tema molto delicato che spacca in due le opinioni in generale! Personalmente sostengo l’idea che ogni cosa, se misurata e controllata, non nuoce!

Viviamo in un era dove la tecnologia ha preso il sopravvento e sarebbe ingiusto escludere i bambini da questo cambiamento: piuttosto credo sia più utile insegnare a loro il modo corretto e la misura in cui usarlo!

Quello che trovo nocivo è sostituire il gioco libero con un tablet solo perché non si ha il tempo di terminare altri interessi privati o peggio ancora per calmare un capriccio. E’ necessario un progetto educativo per ogni età del bambino affinché non si trasformi in pericolo ma che diventi invece uno strumento utile e usato non solo per giocare.”

 

Aureliana Orlando
Aureliana Orlando
Architetto-game designer e fondatore di MammaPapaGiochiamo.com

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possono creare confusione e false convinzioni

Penso che sia indispensabile far conoscere ai figli tablet e smartphone perchè la realtà di oggi è questa e non si può prescindere dal fatto di saperla usare per non rimanere fuori dal mondo.

Inoltre, da un punto di vista educativo, questi strumenti agevolano anche la conoscenza, lo sviluppo, l’interattività. Questa tecnologie sono in evoluzione a velocità incredibile (quasi da far spavento).

Tuttavia l’esperienza virtuale che si vive con tablet e smartphone non stimola tutti i sensi come al contrario si sperimenta nella realtà. In fondo noi siamo animali fatti per vivere nel mondo reale e non in quello virtuale: questo può creare confusione e false convinzioni.

Infine, ma non meno importante, le esperienze nel mondo virtuale tendono ad essere dimenticate più velocemente perché coinvolgono di meno da un punto di vista emotivo: ad esempio io non mi ricordo cosa stavo facendo al computer qualche mese fa ma invece se penso a quando avevo 6 anni e mungevo una mucca mi sembra come di rivivere l’esperienza proprio ora che la racconto.”

 

DANIELE-Gallerani
Daniele Gallerani
Animatore educativo e Blogger

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Conclusioni

Complessivamente emerge dalle risposte degli esperti che i giochi digitali su tablet e smartphone presentano grandi potenzialità per l’apprendimento di un bambino e sono di fatto entrati a far parte della quotidianità in famiglia. Tuttavia un genitore deve stare attento a rischi importanti:

  • far giocare i figli con i dispositivi digitali non deve significare abbandonarli a se stessi o liberarsene per fare altro: al contrario può essere una valida occasione per giocare insieme, farsi sentire presenti e connessi con l’attività virtuale che sta sperimentando il bambino
  • tablet e smartphone non devono soppiantare altre tipologie di gioco perché i giochi elettronici limitano gli stimoli sensoriali, corporei ed emotivi: questo è tanto più importante tanto più i figli sono piccoli
  • bisogna considerare i tablet e gli smartphone come strumenti utili all’interno di un percorso che abbia obiettivi educativi raggiunti attraverso il confronto e la scoicializzazione e non finalizzato esclusivamente all’esperienza con le nuove tecnologie
  • scegliere i giochi adatti al proprio figlio è fondamentale: giochi che presuppongano la partecipazione attiva del bambino; per questo è imprescindibile sia la conoscenza di ciò che può coinvolgere costruttivamente il proprio bambino che dell’offerta di giochi digitali
  • far attenzione a quello che un bambino può trovare non solo come contenuto nel gioco ma anche cliccando banner proposti durante il gioco: potrà infatti accedere a contenuti non adatti alla sua età, a giochi diversi da quello inizialmente proposto ed anche procedere ad acquisti di qualsiasi genere

 

 

Hanno contribuito:

 

Per approfondire:

 

 

Chi è l'autore

Raffaele Costi

Raffaele Costi

Fondatore di ImparareGiocando.com

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